L’assunzione di cocaina contribuisce a ridurre lo spessore della corteccia cerebrale: la conferma di quanto si sospettava da tempo arriva dal Massachusettes General Hospital, dove il gruppo di ricerca del dr. Hans C. Breiter ha studiato la topografia del cervello di individui affetti da dipendenza, concentrandosi sui sistemi neurali responsabili delle facoltà cognitive e motivazionali. La ricerca conferma i risultati dei test comportamentali, che avevano evidenziato come una corteccia cerebrale di spessore ridotto fosse correlata a limiti nelle capacità decisionali e cognitive. Accanto all’uso di tale droga, anche una predisposizione alla dipendenza e all’abuso di altre sostanze stupefacenti contribuisce ad alterare i tessuti cerebrali. Le regioni maggiormente interessate sono la corteccia prefrontale dorsolaterale e la corteccia insulare, coinvolte nei meccanismi di regolazione dell’attenzione e della ricompensa. «Abbiamo cercato una conferma» ha spiegato Breiter «dell’ipotesi che lo spessore cerebrale sia ridotto in alcune regioni del cervello negli individui affetti da dipendenza e che tale riduzione sia correlata all’esposizione alla cocaina. Questi dati indicano una sinergia tra predisposizioni individuali ed effetti della droga che producono le alterazioni strutturali che abbiamo osservato». Il lavoro è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Neuron.
Per approfondimenti: http://www.neuron.org/content/article/abstract?uid=PIIS0896627300802196
da Green n. 16
Ottobre-Dicembre 2008 |