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Vita dallo spazio nella meteorite di Murchison

Ritrovate in una meteorite composti di origine extraterrestre, molecole fondamentali per la sintesi del DNA.

In un recente articolo pubblicato su «Earth and Planetary Science Letters», un team di scienziati statunitensi, inglesi e olandesi ha appurato che nella meteorite di Murchison, formatasi tra i 3,8 e i 4,5 milioni di anni fa, sono presenti dei precursori dell’acido desossiribonucleico (DNA) e ribonucleico (RNA) di probabile origine extraterrestre. Quella di Murchison fa parte delle condriti carbonacee, meteoriti ricche in composti di carbonio. Al suo interno, tra gli svariati composti organici, sono state ritrovate due molecole – l’ipoxantina e la xantina – che, pur non essendo presenti nelle molecole mature di DNA o RNA, rappresentano dei precursori per la sintesi delle basi puriniche (adenina, A, e guanina, G) degli acidi nucleici in ogni essere vivente. Assieme ai suoi colleghi del team di ricerca, Zita Martins ha condotto delle analisi isotopiche sulle varie molecole ritrovate nei campioni raccolti dopo l’impatto al suolo, avvenuto nel 1969. È stato verificato che il carbonio contenuto nei composti della meteorite contiene una percentuale maggiore di carbonio-13 (isotopo stabile con sette neutroni rispetto al più comune carbonio- 12 che ne ha sei), in confronto a quella media contenuta nelle molecole terrestri, verificata in campioni di suolo prelevati nella zona della collisione (campioni di controllo). Ciò confermerebbe la natura extraterrestre di queste molecole. Uno degli autori della ricerca, Mark Sephton, professore all’Imperial College di Londra, ritiene che i risultati siano importanti per capire come la vita si sia potuta evolvere sulla Terra: «Dal momento che le meteoriti rappresentano materiale residuato dalla formazione del sistema solare, le componenti chiave della vita – ivi incluse le basi nucleiche – potrebbero essere ampiamente diffuse nel cosmo. Mano a mano che si accumula l’evidenza di “materie prime della vita” contenute in oggetti vaganti nello spazio, diviene più probabile l’evenienza che la vita sia comparsa ovunque fosse presente una chimica favorevole ».

Le condriti carbonacee
Sono meteoriti complesse, rare e primitive, che contengono composti organici del carbonio. In esse si ritrovano anche minerali erosi e ciò proverebbe che dell’acqua fluiva al loro interno. Quelle di Allende e di Murchison sono due condriti carbonacee di particolare interesse per gli scienziati. Curiosamente caddero entrambe nel 1969, ma in parti opposte del nostro pianeta. La prima nello stato di Chihuahua in Messico, la seconda in quello di Victoria in Australia. Cento chilogrammi di frammenti di Murchison furono raccolti in un’area di 13 chilometri quadrati. La meteorite di Allende, la frazione della materia più antica in nostro possesso, si formò circa 4,5 miliardi di anni fa e contiene granuli di materia interstellare all’interno di inclusioni ricche di calcio e alluminio. Tali formazioni sono i resti di una stella che terminò la sua vita prima della nascita del Sole; alcuni ipotizzano che il sistema solare possa essersi originato proprio dall’esplosione di questo astro. La meteorite di Murchison è una condrite di probabile origine cometaria, visto il suo elevato contenuto di acqua (12%). Al suo interno sono stati trovati ben novantadue amminoacidi, di cui solo diciannove si ritrovano in natura sulla Terra.

Per approfondimenti: http://astrobiology.gsfc.nasa.gov/analytical/PDF/Martinsetal2008.pdf

da Green n. 16
Ottobre-Dicembre 2008

Frammento della meterorite di Murchison esposto allo Smithsonian National Museum of Natural History di Washington, D.C. (Usa)
Xantina Ipoxantina
 
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Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2009.
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