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Il David stressato, dopo oltre cinque secoli

Nonostante il fisico atletico e muscoloso, il David di Michelangelo comincia a sentire il peso degli oltre cinquecento anni che ha visto passare davanti al proprio fiero sguardo. Parola di scienziato. Un gruppo di ricercatori guidati da Vadim Shapiro dell’Università del Wisconsin a Madison ha infatti analizzato la celebre statua con “Scan and Solve”, un nuovo metodo di analisi che attraverso una semplice scansione è in grado di individuare all’interno della struttura i punti sottoposti a maggior sforzo. Il risultato è che la coscia sinistra, lo stinco destro ed entrambe le caviglie del David non sono così rilassate come la grazia dell’arte rinascimentale sembra far supporre; in accordo con quanto già si conosceva sui potenziali punti di frattura della statua. Il metodo in questo modo può rivelarsi un importante supporto tecnico nella conservazione dei beni culturali, consigliando quali punti necessitino di un rinforzo preventivo che eviti futuri danni macroscopici. «Comprendere le proprietà strutturali di artefatti storici e culturali attraverso la simulazione al computer» sottolinea Shapiro «è spesso cruciale alla loro preservazione ». Il programma di analisi è in grado di convertire una mappa tridimensionale di un oggetto in un’altra che mostri gli sforzi e le tensioni a cui è soggetto in presenza di determinate forze. Queste possono essere gra vitazionali, come nel caso del David, ma anche di altra natura: lo stesso approccio può funzionare per una componente automobilistica o un osso dello scheletro umano e indicare agli scienziati la strada da seguire per proteggere tali strutture. «Combinando Scan and Solve con le tecnologie di imaging medicale» ha detto Igor Tsukanov della Florida International University, coinvolto nelle ricerche, «può portare ad una nuova tappa nella medicina personalizzata ». I risultati ottenuti con la tecnologia Scan and Solve non sono nuovi, il nuovo software però semplifica il processo eliminando una serie di passaggi intermedi che possono generare errori. Tradizionalmente, gli scienziati fanno un’analisi “ad elementi finiti”, approssimando cioè la forma della struttura da studiare con un insieme tridimensionale di piccoli elementi; il programma di Shapiro, invece, non utilizza nessun tipo di approssimazione, lavorando direttamente sui dati ottenuti mediante la scansione. «Questa ricerca» continua Shapiro «può sviluppare una tecnologia dirompente per fare in loco analisi ingegneristiche di artifatti fisici».

Per approfondimenti:
http://sal-cnc.me.wisc.edu

Un blocco sbloccato dal genio...
Più di cinquecento anni prima di Scan and Solve, la fragilità del blocco marmoreo del David fu studiata dagli scultori Agostino di Duccio e Antonio Rossellino che giudicarono il marmo troppo fragile e incapace di sostenere il peso solo sulla zona delle gambe, la cui apertura era già stata scavata. Si limitarono dunque a sbozzare il marmo per poi abbandonarlo fino a quando Michelangelo Buonarroti, nel 1501, lo riprese per trasformarlo in uno dei gioelli del Rinascimento italiano.

da Green n. 14
Giugno 2008

Il David di Michelangelo
 
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Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2009.
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